comunicati:

Gentile Carnevale di Laives, caro Cesare,o , invio la presente Mail per presentarLe l'iniziativa nata da una serie di associazioni del Comune di Laives, con l'adesione anche dello stesso Comune e della Croce Rossa dell'Alto Adige, volta a relizzare un progetto concreto di aiuto alle popolazioni terremotate. Tra i vari progetti che abbiamo esaminato abbiamo scelto di aiutare una frazione di Norcia, che si chiama Ancarano, frazione di montagna che si trova a circa 7 km dal centro, a 800 metri di altitudine, zona caratterizzata da piccoli nuclei abitativi, che hanno avuto la perdita totale del loro patrimonio edilizio e storico, con il crollo o la lesione totale di tutte le abitazioni, delle chiese, di tutti i luoghi di ritrovo a loro disposizione. Ad oggi è una popolazione che vive ancora nelle tende allestite da Croce Rossa, o nelle roulotte o camper che loro stessi hanno comprato o ricevuto in donazione. Si tratta di una popoalzione che ha subito già forti terremoti, nel 74, nel 96 ed oggi, e che per l'ennesima volta si trovano di nuovo a ripartire da zero. Vi allego il link di un bellissimo servizio che Video Bolzano 33 ha realizzato sulla noatra visita, che di persona ho voluto fare insieme alla presidente di CRI Monica Schivari, per andare a vedere personalmente la situazione e prendere contatto con la popolazione e i loro rappresentanti. https://www.facebook.com/Video33TV/videos/10154074154616813/ La Comunanza Agricola di Ancarano, soggetto giuridico simile alla nostra comunità comprensoriale, vorrebbe realizzare un fabbricato ad uso polifunzionale, che possa servire oggi al fine di creare un punto di incontro epr la popolazione, un luogo di incontro che abbia come primo obiettivo di non perdere la loro comunità, la loro socialità e che possa essere utilizzato anche dopo questo periodo di emergenza, per tale scopo. Ma questa struttura ha anche l'obiettivo di essere un futuro "rifugio", un luogo di riferimento, qualora questa popolazione nel futuro si trovi a dover affrontare nuovamente situazioni di tale gravità. La zona è infatti molto sensibile dal punto di vista del rischio terremoto, e l'epicentro del sisma di Norcia del 2016 è localizzato esattamente nel territorio di questa frazione, con gli evidenti danni che questo ha generato. Il progetto che la Comunanza ha pensato ha un costo di circa 200.000 euro, 90.000 euro sono stati già raccolti come donazioni da parte loro, il Comune di Laives e la Croce Rossa avrebbero l'obiettivo di arrivare a raccogliere 40.000 euro, forse anche 45.000 euro, e per questo motivo siamo oggi alla ricerca di partner che possano aiutarci, per quanto nelle loro forze e capacità, ad aumentare questa cifra, cercando di arrivare a portare a compimento questo progetto. Questa iniziativa verrà costantemente monitorata e verificata da parte nostra, al fine di poter dare in ogni momento conto dell'avanzamento e degli investimenti fatti. Grazie per la vostra attenzione e restiamo a disposizione per ogni ulteriore informazione. Allego alcune fotografie fatte nelle frazione Ancarano e il rendering del progetto che si vorrebbe realizzare. Grazie Christian BIANCHI Sindaco di Laives Tel 335/5399779

RELAZIONE DI PRESENTAZIONE RIGUARDANTE IL FABBRICATO DI PRIMA NECESSITA' DA REALIZZARE IN NORCIA FRAZ. ANCARANO. Alla luce dei recenti drammatici eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 Ottobre 2016, e relativi eventi connessi, che ha devastato il patrimonio edilizio di Norcia, Ancarano, nonché Preci e molte delle frazioni del suo comprensorio, molti abitanti di Ancarano, (Sant'Angelo, Capo del Colle, Piè del Colle e Piè la Rocca) , hanno subito danni gravissimi ai fabbricati di abitazione, crolli di edifici o danni pari al crollo, sono attualmente sfollati ed ospitati in tendone comune, tende della Protezione Civile o camper, in una condizione di forte disagio psicologico ed ambientale, data anche la stagione invernale ormai iniziata. La cittadinanza di queste aree, ha subito negli anni ben più di una volta le ingiurie di terremoti ed ha sempre dovuto sopperire alle prime emergenze in maniera strettamente dipendente dai soccorsi, che seppure encomiabili per tempestività ed impegno, non possono riuscire a dare quella sicurezza che diventa un elemento basilare per chi ha perso tutto, specialmente nei periodi invernali rd in quelle aree che già naturalmente sono disagiate per ubicazione e collegamenti. L'idea di questo progetto nasce dalla esigenza di creare un bene comune con una rilevante valenza sociale, una sorta di ancora di salvezza che in caso di emergenza può entrare a pieno regime nel giro di pochissime ore, fornendo ricovero, mensa e servizi, per una ricettività che può contare su 11 camerate da 5 posti letto, o più nel caso di letti a castello, atte ad ospitare con una ragionevole privacy fino a 70 persone circa. La superficie totale dell'edificio è di 400 mq circa, e lo spazio destinato alle camerate potrà essere anche lasciato libero, e sarà modulato in base alle esigenze del momento, infatti i pannelli che formano le pareti divisorie delle camere, saranno montati su binari e si potrà passare da un open space di 250 mq circa alla configurazione a camere in 2 ore massimo. La struttura sarà dotata di blocco docce, servizi igienici, anche per portatori di handicap, cucina, magazzino viveri dedicato, vano per prodotti chimici e detergenti separato, l'ingresso principale è da area coperta integrata nella copertura; il vano principale è dotato di 4 aperture con accesso diretto dall'esterno, con aperture a doppia anta dotate di maniglioni antipanico, e sarà integralmente visitabile, accessibile e fruibile da persone con ridotta capacità motoria; la struttura sarà dotata di impianto di riscaldamento e raffrescamento, oltre che di impianto di estrazione aria. La struttura portante sarà interamente in legno lamellare, sia nelle pilastrature che nelle strutture di coperture, principali e secondarie; il tetto sarà di tipo ventilato e con copertura in tegola canadese o pannelli coibentati finta tegola; le pareti saranno formate da pannello sandwich legno- isolante-legno all'esterno, camera d'aria e pannello in cartongesso all'interno. All'esterno saranno realizzate alcune parti in pietra ricomposta al fine di ambientare in modo migliore l'edificio. Il fabbricato sarà ubicato in una area che naturalmente mitigherà l'impatto volumetrico sull'ambiente, infatti sarà nascosto su due lati da un naturale dislivello di terreno e da area già alberata a monte, e da una veduta prospettica dal basso verso l'alto dai principali coni visivi e vie di comunicazione, che ne rende naturalmente nascosta la visione. L'altissima valenza sociale e funzionale dell'opera, unita alla strategica ubicazione, baricentrica rispetto al bacino di utenza che dovrà servire, oltre che al bassissimo impatto ambientale, la rende una singolarità unica, ed esempio virtuoso di come si potrebbero rendere autonomi, in caso di emergenza, i centri minori, ottimizzando le risorse economiche ed umane e creando, anche a livello psicologico, delle certezze sulle popolazioni che in caso di eventi così drammatici necessitano principalmente di punti di riferimento certi, prima ancora di coperte e generi alimentari. L'impatto economico dell'opera finita si può quantificare in cifra tonda ad euro 500 mq, che per una superficie di 400 mq genera un costo totale di 200.000 euro, esclusa la spesa per allestimento attrezzature di cucina e mobilio, incluse le pannellature per la modularità delle divisioni interne. Ripartizione dei costi e risorse. opere fondali e massetti euro 25.000 strutture portanti verticali e copertura euro 85.000 pannellature per pareti euro 12.000 infissi euro 13.000 impianti euro 28.000 opere di finitura interne ed esterne euro 28.000 imprevisti ed arrotondamento euro 9.000 Ammontare totale in cifra tonda Euro 200.000 In fede Gianluigi Tenneroni Spoleto 12 novembre 2016